Proteggere il proprio sito web è la prima azione di cui occuparsi per assicurarsi un buon posizionamento del proprio sito sui motori di ricerca, e quindi una buona SEO. È opportuno specificare che la protezione del proprio sito è direttamente connessa ai concetti di reputazione, privacy e trattamento dei dati personali, in ottemperanza ai relativamente nuovi adempimenti al GDPR: in tal senso, host, CMS e plug-in del proprio sito devono essere conformi. La protezione del proprio sito web implica quindi la compilazione del trattamento dei dati personali e l’inclusione di una privacy policy: in questo ambito, Iubenda (https://www.iubenda.com/it/genera privacy policy in più lingue a poco. Ricordo che l’ente rilasciato di supervisione dell’ottemperanza dei siti al GDPR, l‘EDPS, lo European Data Protection Supervisor (https://edps.europa.eu) ha sviluppato e lanciato un importante strumento: il Website Evidence Collector (WEC), un tool che esamina in automatico i siti web e ne determina la conformità alle norme sulla protezione dei dati. Semplice memo in merito a privacy e conformità al GDPR: il form dei contatti deve contenere il consenso al trattamento dei dati personali e sono obbligato a pubblicare la mia partita IVA sul mio sito web. 

Un’altra azione essenziale per assicurarmi una corretta protezione del sito è l’istallazione del certificato SSL, che permette di attivare sul proprio sito web il protocollo HTTPS, l’Hypertext Transfer Protocol Secure: si tratta di un’evoluzione dell’http (CHROME marca ora l’http come non sicuro), ma soprattutto uno dei protocolli essenziali del web, sviluppato per garantire la sicurezza informatica di tutti gli internauti, e di conseguenza l’inviolabilità dei loro dati. Permette una comunicazione sicura delle info attraverso la rete, costituendo quindi una valida protezione contro gli attacchi “MAN IN THE MIDDLE” che alterano la comunicazione. 

Sempre in questo ambito, Whois (https://www.register.it/domains/whois.htmlè un protocollo di rete che consente, mediante l’interrogazione di appositi database server da parte di un client, di stabilire a quale provider internet appartenga un determinato indirizzo IP o uno specifico DNS

Admin e email sono altri strumenti che necessitano di protezione con password ben difficili e diverse: Haveibeenpwned (https://haveibeenpwned.comè un ottimo tool che verifica se la password della mia email abbia subito un data breach. Qualora la propria mail venisse violata, quel che occorre fare è cambiare password ed effettuare una double authentication, ovvero password + SMS o token. Se si subisce un breach, ricordo che si deve sporgere denuncia entro le 72 ore. Ultimo strumento che vorrei menzionare è il DMCA Notice, che segnala una presunta violazione, questa volta del copyright.

In ultimo, è bene non dimenticare che anche fornirsi di un logo ed effettuare la registrazione del marchio (il consiglio è dotarsi un marchio europeo) sono azioni volte a proteggere la nostra immagine o brand, oltre a rappresentare un tocco di classe per le aziende; quello della registrazione del marchio è poi un investimento una tantum garantito per 10 anni. 

Per concludere, ai fini di una corretta SEO, ricordo che gli hosting provider, i fornitori di servizi che ospitano i contenuti di un sito, tipo Aruba, sono settati naturalmente per accogliere contenuti che siano affidabili! 

Restate con me per saperne di più su utili nozioni e strumenti di SEO. Alla prossima settimana!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.